Mi sento vuoto, ma
Mi sento vuoto, ma da tanto tempo.
Sono circa 2 anni, forse un po' di più, che non riesco a provare nulla. Non riesco a innamorarmi, a godermi un momento, a gioire più semplicemente. Nonostante ciò ho buoni amici, a scuola vado bene, non mi manca nulla.
Gli unici momenti in cui mi sono sentito vivo, per così dire, risalgono a quest'estate, quando mi sono ricongiunto con un'amica più grande di me (che aveva affrontato il primo anno di università fuori sede), ho passato molto tempo in compagnia di amici a cui tengo, e in ultimo, ma non per importanza (su questo ci torniamo dopo) ho avuto modo di scoprire Death Stranding, un videogioco che sicuramente qualcuno qui conosce.
Tornando a quanto detto prima, sono vuoto. Sono morto. Studio e faccio sport, ma quest'ultimo neanche mi sta piacendo più (karate) per quanto mi piaccia approfondirlo sul piano della retorica, ad esempio, leggendo Bushido di Inazo Nitobe (che mi sta intrattenendo in questo periodo).
Scrivo, disegno, leggo, gioco alla Play o al PC quando non studio. Ho scritto una breve fiaba per un concorso scolastico con la quale ho anche fatto scendere qualche lacrimuccia a professori ed amici, ma nonostante ciò, io quelle stesse emozioni non le provo. Non piango da quando, a gennaio, ho avuto un malore. Nessun film, nessuna notizia, nessuna storia, riesce a farmi provare qualcosa.
Amici ben più grandi e vaccinati di me la descrivono come una fase transitoria, ma è insopportabile, sta durando troppo, preferirei stare male per qualcuno piuttosto.
Mi ricollego ora a Death Stranding, un gioco che, per chi non lo sapesse, nella sua componente di narrativa cinematografica tratta - tra i vari temi - di relazioni umane, e di come, ad oggi, ci stiamo tutti connettendo ma al contempo allontanando. La storia parla, a grandissime linee (sempre per chi non la conoscesse) di un uomo, Sam, a cui per via di alcune peculiarità fisiche è assegnato il compito di attraversare il continente americano per riconnettere le persone a seguito di un evento catastrofico e soprannaturale. Nel farlo, deve portarsi dietro un feto di una bambina che, collegata ad un apposito aggeggio, gli permette di vedere delle "anime malevole", per semplificare. Inevitabilmente, Sam si affeziona alla bambina, che è più viva che mai, ma alla fine della loro missione... [SPOILER] >!la bambina non è poi tanto viva!<.
Ho pianto. Ho pianto di brutto, nel finale, mentre Sam >!tiene tra le mani quella che considerava sua figlia, ora esanime!<, con un colpo di scena che non ha fatto altro che esporre ancora di più la mia sensibilità. Quel cazzo di gioco mi ha fatto sentire vivo, e sto fremendo per l'uscita del seguito, il mese prossimo.
Nonostante ciò, tornando un secondo sui nostri passi, mi sento di dire che ho perso l'empatia che più mi contraddistingue da sempre. Non mi interessa più di tanto degli altri, se c'è un rapporto di semplice conoscenza non voglio che diventi un impegno, voglio starmene per i fatti miei.
Voglio provare qualcosa, voglio tornare vivo, di nuovo. Basta.
Posted May 11, 2025, 4:53 PM UTC