Perché di questo gruppo.
Non so bene da dove cominciare. Forse dovrei dirvi che ho paura: non una paura generica, ma un vortice di pensieri che mi toglie il respiro. Ho paura di sbagliare. Paura di perdere il lavoro. Paura di non sapere cosa fare se tutto crollasse. Paura di svegliarmi un giorno e scoprire che non sono più quello che credevo di essere.
Per ora scelgo di restare anonimo. Non perché voglia nascondermi, ma perché ho bisogno di uno spazio in cui raccontarmi senza filtri. Non ho figli, ma a volte sento il peso del mondo sulle spalle (senza motivo, lo so). Ho un lavoro che amo e odio al tempo stesso. Mi ritengo fortunato, eppure questa sensazione di instabilità mi sta prosciugando.
Lavoro tanto, forse troppo. Mi immergo nelle mie giornate cercando di non pensarci, ma gli anni volano. Ho 44 anni, e mi sento intrappolato. La visione del futuro è una stanza buia, senza porte né finestre. Più cerco di illuminare quel buio, più sembra avvolgermi.
Mi chiedo spesso: e se domani non avessi entrate? Cosa farei? Chi mi aiuterebbe? Come potrei andare avanti? Uno dei problemi è il terrore di perdere tutto e rimanere senza soldi.
A volte penso di essere debole, mentalmente fragile, circondato da persone che sembrano affrontare tutto con leggerezza. Mi vergogno persino di provarci, sapendo che altri stanno peggio di me. Ma questa sensazione di inadeguatezza non se ne va.
Lavoro in una multinazionale. E come tutte, taglia, elimina, ti spreme. Dipende dai periodi: se sei in auge è una figata, se sei in down devi essere più forte di te stesso in primis . Se non stai al tuo posto, ti prendono moralmente a calci nel sedere. E tu vai avanti, perché devi, perché sei "forte". Ma dentro sei a terra.
Depresso? Forse. Mi è stato detto "depresso reattivo". Può darsi. Ma più di tutto, credo di essere ostaggio di una dipendenza che non perdona: la paura di perdere tutto (senza motivazione) ma è una costante alla quale devo e dobbiamo (se provi le stesse cose e vuoi unirti) trovare rimedio
Ed è da questa paura che nasce questa pagina. Non per trovare risposte pronte, ma per aprire un dialogo sincero. Per raccontare storie vere, per ascoltare chi è crollato, chi si è rialzato e chi, come me, è ancora nel mezzo nella tempesta.
Perché forse, in questa tempesta, possiamo imparare a usare il vento per alzare le vele. Possiamo capire come navigare insieme, su questa barca che non saprei definire. Non per fuggire dalla realtà, ma per affrontarla.
Non ho risposte, dentro di me sono un po' a pezzi, anche se sorrido. Ma voglio provarci. Voglio capire come costruire un piano B, anche se non perfetto. Voglio piccoli passi, uno alla volta, verso una luce che ancora non vedo.
Se anche tu senti questa paura, sei nel posto giusto. Qui non ci sono giudizi, solo storie e riflessioni. Perché la paura non è la fine. È solo l’inizio di una nuova strada. Una strada che possiamo costruire insieme.
Spero che tutto questo aiuti anche te.
Buon 2025
Posted Oct 7, 2025, 10:14 AM UTC