Mi sento un fallito (M23)
So che è una parola forte per descriversi alla mia età, ma è l'unica da cui mi senta rappresentato in questo momento. Ho un disturbo di personalità borderline e a causa della mia condizione mi sono rovinato l'esistenza con le mie stesse mani.
Dopo la maturità avrei voluto studiare all'università, ma per tante ragioni non me la sono sentita, ed è un grande rammarico.
Nel frattempo ho cercato di trovare lavoro, ma le uniche possibilità lavorative erano alienanti e immorali.
Un conoscente mi propose di lavorare in un call center insieme a lui, durai una settimana: giusto il tempo necessario per scoprire che si trattava di truffe legalizzate, si veniva istruiti per targetizzare fasce della popolazione vulnerabili come anziani o stranieri per affibbiargli contratti telefonici fraudolenti. Litigai con la team leader e girai i tacchi. Poi nella ristorazione: turni spezzati, mal pagato e a nero, avevo a malapena il tempo per respirare. Anche lì durai poco. Un paio di mesi, forse tre.
Quando guardo i miei coetanei mi sento un fallito. Da piccolo invece sentivo di avere delle capacità: ero portato per il disegno, mi iscrissi non a caso all'artistico, ma tra assenteismo e crisi, non frequentai con profitto e non misi mai a frutto il mio potenziale.
È da anni che non impugno una matita, e quando mi capita di guardare su IG i profili dei miei vecchi compagni che ora frequentano l'accademia di belle arti, mi sento uno schifo.
Fanno nuove esperienze in un contesto culturalmente stimolante, conoscono nuove persone, si formano caratterialmente e godono della gioventù, mentre io ammuffisco in provincia, cristallizzato in una dimensione post-adolescenziale sempre più stantia.
La vita sentimentale è un disastro, come da manuale attiro persone che a loro volta hanno delle difficoltà psicologiche. Non il migliore dei connubi, sempre che ne possano esistere di migliori, nella mia condizione.
Le amicizie vanno ancora peggio. Fino ai 20 avevo un gruppo, ma lo abbandonai. Droghe, continui litigi, a un certo punto non ressi più e complice la rottura con la mia ragazza dell'epoca, tagliai i ponti con tutti, restando solo.
Da allora non mi sono più ripreso. Una volta finita la scuola dell'obbligo diventa praticamente impossibile fare nuove amicizie se non si ha un lavoro stabile (anche qui ci sarebbe da ridire, talvolta è bene che i colleghi restino tali) o non si frequenta l'università. Se poi come me si viene da borghi minuscoli con un'età media di 60 anni lasciamo perdere.
Non so da dove partire, coi miei non ho un rapporto idilliaco e hanno anche loro la loro dose personale di problemi da smazzarsi, quindi non posso sicuramente contare sul loro supporto.
Posted Feb 7, 2026, 11:05 PM UTC