Volevo diventare Indiana Jones ma mi sono cagato addosso
Da bambino avevo un sogno chiaro: diventare Indiana Jones. Non l’archeologo, proprio Indiana Jones, con frusta, cappello e colonna sonora immaginaria in testa. Così, durante un viaggio in Thailandia con i miei genitori, quando vidi una liana penzolare minacciosa ma cinematografica nella giungla, capii che il destino mi stava chiamando.
Il problema era che il destino aveva anche una spettatrice: una ragazza poco più grande di me, che mi guardava annoiata. Io, eroe in erba e testosterone in saldo, decisi di impressionarla. Presi la rincorsa, afferrai la liana e per un glorioso mezzo secondo mi sentii immortale.
Poi la liana oscillò. Il mio coraggio pure. E il mio intestino prese una decisione autonoma.
Atterrai a terra con la grazia di un sacco di riso e con un rumore umido che nessun film d’avventura ha mai osato inserire in colonna sonora. Tutto il prodotto sparso per terra accompagnato da un odore interessante.
Missione fallita. Anni dopo, i miei genitori mi rivelarono anche il colpo di grazia: quella ragazza, in realtà, era un ladyboy.
Insomma, non diventai Indiana Jones. Ma imparai due lezioni fondamentali: non sfidare la gravità per amore e non fidarti mai del tuo apparato digerente sotto pressione.
Posted Feb 19, 2026, 3:50 PM UTC