Conviene fare il commercialista nel 2026?
Ho diviso il post in alcuni paragrafi con una domanda riassuntiva.
Risulta ancora conveniente aprire uno studio o le prospettive di futuro sono migliori come dipendente?
Con convenienza intendo non soltanto lo stipendio o il guadagno dall'esercitare la professione, ma anche il rapporto tra impegno e ritorno economico. Per diventare dottore commercialista dopo 5 anni di studi universitari si deve procedere a 18 mesi di praticantato (che possono essere secondo la riforma attuale svolti anche durante gli studi) senza una remunerazione nel 99% dei casi, poi alcuni anni come collaboratore dello studio per aprire uno studio in proprio con le difficoltà varie del fare impresa (trovare clienti, gestione costi, ecc.) o se si hanno i soldi rilevare uno studio con il suo portafoglio clienti.
Non risulta più interessante lavorare alle dipendenze di un dottore commercialista con una relativa sicurezza sullo stipendio? Conoscete casi di persone che dopo un apprendistato dopo la laurea anche triennale sono riusciti a ottenere un lavoro presso uno studio a tempo indeterminato?
Cosa preferire tra apprendistato professionalizzante o praticantato? Quale risulta più facile da trovare?
Il praticantato serve per accedere alla professione tramite l'esame/i di abilitazione mentre l'apprendistato professionalizzante ad imparare la professione durante un rapporto di lavoro retribuito.
Per svolgere l'apprendistato basta la laurea triennale (o anche il diploma di ragioniere) mentre per il praticantato per il dottore commercialista anche la laurea magistrale.
Sono interessato a capire se con l'apprendistato sono maggiori le possibilità di continuare a lavorare presso lo studio al termine normalmente o se serve soltanto per tappare buchi o un carico di lavoro maggiore economicamente.
Studi piccoli sono attraenti o sono più interessanti in ogni caso quelli grandi? Conviene fare una specializzazione per lavorare in studi piccoli?
Nella mia zona sono presenti esclusivamente studi piccoli che si occupano soltanto di contabilità di base (dichiarazioni Lipe, dei redditi, ecc.) e non sono specializzati in settori specifici (al massimo svolgono anche la revisione legale dei conti) come controlling o diritto fallimentare.
Gli studi piccoli hanno la possibilità di sopravvivere fornendo servizi di base a basso valore aggiunto o rischiano di essere spazzate via da studi di dimensioni maggiori e dall'IA? Logicamente attualmente esiste una guerra dei prezzi per tenere i propri clienti.
Studi piccoli riescono ad offrire di norma stipendi con RAL pari a 30-40 mila euro o sono cifre impossibili? Logicamente le possibilità di fare carriera e di un aumento sono più ridotte rispetto a studi più grandi.
Posted Feb 20, 2026, 4:28 PM UTC