Riflessione su pompini tra uomini e identità.
Ho riletto un post vecchio di San Francesco, devo dire che i suoi post restano sempre di un certo impatto, anche a rileggerli.
(https://www.reddit.com/r/noncenulladimale/s/EcwHu5jZKv)
Mi è venuta un po’ di tristezza a vedere il suo profilo cancellato.
La maggior parte dei commenti spingeva a convincerlo che, se faceva pompini saltuari agli uomini, non poteva definirsi etero.
Un mio amico anni fa mi disse, in una discussione simile, che ognuno di noi è quello che “dice di essere”, perché tutti abbiamo diritto a definire la nostra identità, anche sessuale, per come vogliamo percepirci noi e non per l’etichetta in cui si incasellano le preferenze sessuali.
Credo ci siano piani diversi da non confondere.
Non sempre attrazione, comportamento e identità coincidono in modo lineare.
Fare pompini agli uomini o sesso tra uomini (o tra donne) e non significa automaticamente essere, o sentirsi, gay, e nemmeno bisex (o eterocuriosi. forse la definizione più vicina alla realtà?). Il comportamento non determina automaticamente l’identità.
Forse l’innamoramento è un livello diverso. Ma credo che, se di base volessi definirmi etero innamorato di un uomo, sarebbe comunque assolutamente corretto.
Mi ha stupito quanto fosse centrale, nei commenti, che si riconoscesse come gay. Lui in realtà si definiva etero come scelta autonoma. Non disturbava tanto la sua ambiguità ma la libertà di definirsi in modo non allineato alle categorie degli altri
Perché non stava sfuggendo a un’etichetta, aveva scelto la sua , pur sapendo che non coincideva con le aspettative altrui.
Molto figo insomma.
Posted Feb 26, 2026, 1:55 PM UTC