Cercasi parere sulla seguente scena d'azione

cercasi parere

Premessa: il seguente testo è una trasposizione in formato narrativo come romanzo di un fumetto. Quindi diverse parti potrebbero essere troppo tecniche o poco chiare perché non accompagnate da una spiegazione visiva. La storia è un action high fantasy, con focus su combattimenti tecnici e tattici, perciò saranno presenti diversi termini tecnici della scherma storica italiana tra il 1400 e il 1600 a cui mi sono ispirato e termini scientifici.

La pentola di rame ribolliva piano sul fuoco, emettendo un vapore denso e aromatico. L’uomo accanto alla pentola pestava sul mortaio. Quando sollevò il coperchio, il vapore gli investì il volto, ma non batté ciglio. Versò il contenuto del mortaio nella pentola, mescolando appena, poi richiuse. Più tardi prese dei vasi colmi d’acqua e li piantò nel terreno accanto alle piante. Terminato il lavoro, si sedette, rilassato. Accese una pipa medievale e inspirò lentamente. «Igril, il piano di militarizzazione che hai pensato è fuori di testa» disse, lasciando uscire il fumo con calma. Una pausa. «Fare un accordo con uno dei trenta re, ampliare il dominio fino a Longord… e prendere il posto di Don Giovanni.» Si alzò. «Ma è per questo che ho scelto di seguirti.» Appoggiò la pipa, tornò alla pentola. Spense il fuoco gettandovi sopra dell’acqua, sollevò il recipiente e versò il contenuto in piccoli cocci. Poi rimise tutto in ordine con una precisione maniacale. Immerse due coltelli nel liquido. Li lasciò assorbire. Li tirò fuori, li pulì con una stoffa, poi li immerse di nuovo. Ripeté il gesto più volte, finché non fu soddisfatto. Infine sigillò il coccio. Ripose i coltelli nei rispettivi foderi. Riprese la pipa. «Per oggi ho finito.» Inspirò. Poi si fermò. «Sta arrivando qualcuno. Non fa parte dei nostri.» Una foglia si mosse nella piantagione. L’uomo si immobilizzò, la pipa sospesa a metà. «Sono veloci e rumorosi.» Il corridoio davanti a lui era vuoto. Appoggiò la pipa. «Non è ancora entrato. Ma è vicino.» Si alzò. Nei cocci, il liquido tremò leggermente. «Vedo che non siete per niente silenziosi» mormorò avanzando verso il bancone. Si fermò davanti a una bacinella d’acqua. «È uno solo... Sicuro di sé.» Una pausa. «Potrebbe essere quello che ha sconfitto Henrick?» Si portò l’acqua alla bocca, fece dei gargarismi, poi sputò. Alzò lo sguardo. «Sono pronto.» Si piazzò davanti alla porta, una mano sul fodero del coltello. «Ti ammazzerò con un solo colpo appena aprirai.» Dall’altra parte, Kael esitava. Una goccia di sudore gli scivolò lungo la tempia. "Non posso entrare a muso duro" Strinse la spada. Lui è il terzo comandante di Igril il Rosso. Se Henrick combatteva in modo sporco, usando usava baliste e aveva altri uomini con lui. Qui potrei trovare qualcuno pronto a uccidermi appena apro. Inspirò. Poi infilò la lama nella maniglia. «Così la apro a distanza. Senza rischiare di morire» Fece leva. La porta si spalancò. Un’ombra scattò in avanti. Il terzo comandante si lanciò a tutta velocità, coltello già estratto, puntando dritto all’addome. Kael era lontano, spada tesa. Gli occhi del terzo si dilatarono. «Cosa?!» Kael strinse i denti. «Se avessi aperto ora avrei il ventre squarciato» Ritirò la spada dalla maniglia e si mise in guardia. Il terzo si fermò, coltello avanti, postura compatta. Poi avanzò con uno scatto, per eseguire un sottotano diretto all’addome. Kael reagì abbassando la spada, deviando il colpo. Ma nello stesso istante un pugno con la mano libera colpì Kael in faccia. Il terzo liberò la mano del coltello e subito eseguì un fendente obliquo da destra. La lama tagliò il petto di Kael. Sangue. «Diavolo!» Non ebbe tempo di recuperare. Il terzo afferrò i suoi capelli, lo strattonò verso di sé e gli sferrò un calcio che lo scaraventò nella stanza. Chiuse la porta alle loro spalle. Kael si rialzò a fatica. «Tu non sei quello che ha sconfitto Henrick» disse il terzo. «Porti una spada. Lui usava i pugni. Chi sei?» Kael lo fissò. «Kael. Spadaccino affiliato alla malavita di Ur Doge.» Un sorriso. «Quindi Ur Doge è arrivato.» Fece un inchino teatrale. «Io sono Fyr, detto l’Onesto. Terzo comandante di Igril il Rosso.» Kael si rimise in guardia. Fece una finta: un fendente dritto. Fyr reagì per parare. Ma la traiettoria cambiò. La lama scivolò a sinistra e poi invertì di nuovo, diventando un colpo da destra. Fyr arretrò di un passo. Troppo tardi. La spalla sinistra si aprì, lasciando che il sangue sgorghi. Il suo sguardo passò da sorpreso a concentrato. Kael avanzò con un passo incrociato. " ho fatto un' azione a 2 tempi, ma lui ha fatto solamente 1 tempo reagendo alla mia finta così è stato ferito. Ora cercando di uscire dalla mia misura esegue un'azione a 2 tempi. Con un passo incrociato farò 3 tempi, sarà un'azzardo ma almeno così posso recuperare misura." Fyr abbassò il baricentro e cercò il contatto con la lama. Quando aveva blocca la spada di Kael cambiò completamente gioco. Scattò. Afferrò la gamba. One-leg takedown. Spinse tutto il peso in avanti. Kael cadde con un tonfo. Il piede di Fyr schiacciò il suo polso. Una mano afferrò la spada. Kael tiene con forza la spada Trazione improvvisa. La lama gli fu strappata via. «è stato facile» quando 2 persone si contengono un oggetto applicano una forza graduale e nel tempo. Ma se uno dei due fa un movimento veloce di trazione riesce a strappare l'oggetto dalle mani dell' altro. Questa cosa è dovuta da 2 semplici fattori: la prima è l' impulso, cioè il prodotto di una forza per l' intervallo di tempo che agisce e quindi non riesci a reagire in tempo. La seconda è l' inerzia, ciò che tiene fermo l' oggetto è l' attrito delle dita. Ma quando viene strappato le tue dita dovrebbero accelerare insieme all' oggetto per non perderlo, anche se le dita non sono costruite per questo dato che i muscoli flessori hanno un limite alla forza istantanea che possono applicare La spada olò lontano. Fyr non perse tempo. Una gomitata violenta sulla guancia di Kael. "un abile combattente, ma ancora inesperto. Prima ha calcolato male la misura e il tempo, dandomi un vantaggio. La sua opzione era intelligente se fosse stato un duello tra spadaccini. Ma io uso un coltello e quindi a corta misura ho un vantaggio più ampio del suo. L' opzione più giusta era di avanzare di un passo così da poter colpirmi a piè fermo" Bloccò la sua gamba sotto il quadricipite. «In un duello tra spade, forse. Ma a corta distanza vinco io» La mano si chiuse sulla gola di Kael. «Ora che sei disarmato è finita.» Kael respirava a fatica. Guardò di lato. Il coltello nel fodero. Serrò i denti. Con un movimento improvviso conficcò il tallone nel fianco di Fyr. L’equilibrio dell’uomo vacillò per un istante. Bastò. Kael si inclinò, afferrò il coltello. E colpì. Un taglio laterale all’addome destro. Fyr si abbassò e rotolò via. Si toccò la ferita. «Sciorda... è profonda.» Si rimise in piedi, urlando. Kael avanzò. «Peccato sia già finita. Mi sarebbe piaciuto continuare.» Fyr attaccò con un jab destro. Kael schivò spostandosi a destra. Preparò un fendente obliquo Ma la vista si sfocò. Troppo tardi. Fyr estrasse il secondo coltello. Mezzano all’addome. Kael crollò. «Aaaah!» Fyr lo guardò dall’alto. «Tutto secondo i piani. I miei coltelli sono avvelenati. Offuscamento della vista, perdita d’equilibrio, respiro affannoso e morte. Perciò preferisco tenere un coltello di riserva da utilizzare in caso di bisogno proprio come adesso » "Diamine! Diamine! Diamine! Non può finire così" pensò Kael mentre era disteso a terra A passi tardi e lenti Fyr si avvicino: «sei arrabbiato, nervoso, impaurito. È normale. Ma sappi che mi hai messo in pericolo colpendomi con il coltello dato che anch'io ora sono avvelenato. Più profonda è la ferita più il veleno agisce rapidamente» dopo aver detto ciò, Fyr si volta con sfacciataggine verso gli scaffali e prende una boccetta. Si prepara per sorseggiare la boccetta «alla salute». Kael sorrise: "più profonda è la ferita più agisce velocemente" afferrò il coltello. Inspirò. Lanciò. La lama di conficcò nel polso di Fyr è la boccetta cadde. A fyr si dilatarono le palpebre, strinse i denti e poi urlo: «MALEDETTO!!!». Fyr ne prese un’altra. La aprì. Tentò di bere ma perse l’equilibrio. Il liquido si rovesciò addosso. Cadde.. "Posso vincere. Devo vincere!" Pensò Kael mentre strisciava verso Fyr. Arrivò davanti a lui. "Devo solo bere". «Sei morto» disse Fyr. «Non finché non cado.» ribatté Kael. Fyr leccò i vestiti zuppi di liquido. Kael leccò il liquido per terra. Kael di un tratto si ricordò di quella volta in cui il suo maestro gli disse: «Ricorda, certe volte non vince chi ha più abilità, chi ha più forza, chi è più intelligente. Ma chi aspetta di più. L' arte della spada è fatta dall' aspettare». Mentre Kael leccava, un pezzo di vetro gli si conficcò nella lingua: "che sia maledetta tua madre Fyr". Fyr strinse il coltello è provò ad infilzarlo nell' avambraccio di Kael: "Igril ti devo tutto". Kael parò con un pezzo di vetro che aveva estratto dalla sua lingua, poi strappò il coltello dal suo polso. Tagliò la guancia di Fyr. «È finita.» Fyr vacillò. Si mise quasi seduto. Prese la pipa. Inspirò. Espiró il fumo. E con non chalante disse «Ho perso.». Kael si trascinò fino allo scaffale. Aprì lo sportello. Prese una boccetta. Bevve. Poi ne fece bere una a Fyr. Si medicò alla meglio. Recuperò la spada. Si voltò verso l’uscita. «Andiamo.»

Posted Mar 27, 2026, 8:01 PM UTC

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