È la norma questo approccio in Italia?

Sono un dev di 30 anni, lavoro da quasi 5 ormai ormai, ral sui 30k. Provengo da un bootcamp, quindi non ho una formazione accademica (mi sono iscritto all'università di informatica mentre lavoro ma è molto faticoso conciliare tutto, soprattutto non frequentando e non facendo una telematica, proprio non mi ispiravano).

Ho cambiato da un po' di tempo azienda per avere uno scatto salariale ed inoltre qui speravo di imparare di più e colmare un po' il gap tecnico che avevo siccome sulla carta i progetti che si fanno sono interessanti (è un azienda di consulenza). Nella mia testa era l'ideale vedere più progetti e tecnologie.

Il mio cruccio, e qui chiedo consiglio a voi, è se è normale che non ci siano PR, branch che non siano develop, controlli rigidi anche di più persone per il codice che scrive qualcuno.

Spesso lavoro su un progetto e sono da solo, ogni tanto mi arriva qualche feedback ma nulla di lontanamente paragonabile ad una review di una PR. Spesso le grafiche da fare sono abbozzate, le devi pensare tu non c'è un designer, e quindi spesso devi iterare tu tentativi finchè non vanno bene. Patisco molto l'assenza di code review che ero abituato a fare e subire in precendenza, siccome imparavi nuovi approcci e punti di vista ed inoltre ci si aiutava a beccare magari errori gravi.

Si lavora da casa, ma si può andare in ufficio ma non sempre c'è gente o chi ti può aiutare, quindi rimango un po' alienato per questo, fare tutto in differita non è semplice specialmente se non sei sempre sicuro di quello che fai.
Alla fine, non capendo bene le consegne che vengono fatte nelle riunioni settimanali e senza task chiari su un jira, mi riduco a fare un uso eccessivo di copilot siccome devo comunque rientrare nei tempi ed essere sicuro di fare quello che mi è stato chiesto, verifico un po' io e modifico il codice generato, ma sento che sto pesantemente regredendo a livello di problem solving e programmazione.

Ho abbozzato un po' le mie necessità ma temo di avere io una visione differente del lavoro.

La formazione promessa inoltre è un po' lasciata alla volontà individuale, per cui anche qui nulla di così definito.

Come vi sembra? È una situazione tipo nel mondo della consulenza? Sbaglio io? Cosa dite di fare con l'università mi serve davvero? (È molto tosta, l'avevo iniziata per colmare il gap con dei colleghi e stare al passo in un mercato sempre più competitivo per i motivi che tutti sappiamo). Mi sento insicuro al momento a sostenere colloqui tecnici, per cui temo di dover rimanere qui per un. bel po', regredendo di fatto.

Il posto è una gabbia dorata, molta libertà su orari, full remote, persone gentilissime, clima tranquillo, ma a livello professionale si lavora malissimo secondo me.

Altri colleghi hanno opinioni simili, altri ci si trovano bene, per cui chiedevo un'opinione più ampia.

Posted Apr 15, 2026, 4:48 PM UTC

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