Altre persone che hanno vissuto esperienze di agorafobia?
F23. Quando ero piccola dei bulli hanno minacciato di uccidermi più e più volte, per anni. Mi vergogno ad ammettere che questa cosa mi ha profondamente segnata, perché è un’esperienza molto lontana nel tempo e spesso mi è capitato che la gente svalutasse il mio vissuto (come se fosse una “paura giovanile”).
Non era “semplicemente” bullismo, diciamo che c’erano delle motivazioni sotto e per MOLTO tempo (5 anni) sono stata stalkerata, inseguita e minacciata con coltelli e oggetti appuntiti.
Non scenderò nei dettagli, ma durante la mia vita e la prima età adulta ho avuto, in modo intermittente, episodi di agorafobia (che incorrono principalmente quando sono stressata). Da un po’ di anni sono seguita da una psicologa, perciò la situazione è pressoché “sotto controllo”, ma provo un costante senso di imbarazzo a raccontare queste cose.
Al liceo penso di aver avuto un episodio psicotico. Ero venuta a conoscenza che un ragazzo di quel gruppo era tornato in città e mi sono rinchiusa in casa per mesi. Mi sedevo in un angolino della mia stanza, con le tapparelle abbassate (al buio), perché pensavo che qualcuno mi stesse spiando da fuori (abito in un condomino al quarto piano).
Il covid mi ha “aiutata” perché mi dicevo “se non posso uscire io, non possono uscire nemmeno loro” e ho cominciato a lavorare sulla mia psiche da sola, facendo piccole cose (come andare alla finestra, in giardino etc).
La situazione da quel momento in poi è più tranquilla, ma mi capita ancora di avere degli attacchi di panico quando devo andare in un posto “nuovo”. Mi sale l’ansia che qualcuno possa farmi del male e che debba scappare (come facevo da piccola) per proteggermi. Non importa che io debba andarci alle 12 del mattino col sole alto, mi viene lo stesso il panico.
Non accade sempre, ma succede e mi vergogno. Perché lo so che è una stupidata, lo so che dovrei lasciarmi tutto alle spalle, ma non ce la faccio. La mia psicologa lo sa e mi aiuta di volta in volta, ma sembra che questo trauma sia come le radici di un albero, appena ne sradico una, mi accorgo che ce ne sono molte altre che contaminano parti diverse della mia vita (come la paura dei maschi, che so essere irrazionale, ma non riesco a non essere iper vigile).
Penso dipenda dal fatto che non si è trattato di un episodio singolo, ma di una serie reiterata di atti che si sono protratti per molti anni della mia infanzia. Quando sei piccolo e sei “abituato” per anni a nasconderti, fuggire e temere per la tua vita, è normale che resti il segno no? Mi ripeto questo, ma non smette di sembrarmi un esagerazione il fatto che io continui ad avere cicatrici per questa cosa.
Posted May 8, 2026, 3:46 PM UTC