Clamoroso autogol dell'azienda sullo smart working

[Rant]oli

Grossa azienda di consulenza IT. Molta gente in "smart"/telelavoro e nonostante questo uffici pieni. Arriva l'avviso: "adesso dovrete tornare in ufficio".

Un buon 5-10% di dipendenti in remoto si licenzia (quelli bravi però, non quelli scansafatiche, che invece sono rimasti e ora vengono a prendere caffè e fumare sigarette). Progetti rimasti a metà, clienti in crisi, l'azienda ci rimette soldi.

Uffici sovraffollati. Persone che lavorano dall'area break/pranzo. Casino, rumore, mancanza di spazio. Avanti veloce: calo della produttività generale.

Arriva un nuovo avviso: bisogna programmare lo smart un tot di giorni al mese. In ufficio vanno tutti gli stessi giorni perché le persone vogliono stare a casa a ridosso del weekend (giustamente). Risultato: ufficio vuoto in alcuni giorni e ancora più sovraffollato in altri.

Arriva un nuovo avviso: bisogna alternare i giorni durante le settimane. Risultato: persone che mettono in mezzo il sindacato, persone che si mettono in malattia il venerdì, litigi fra dipendenti, ulteriore calo della produttività. Gruppi di lavoro funzionanti che tagliano persone e le spostano su altri progetti già saturi e smettono di funzionare.

Insomma, tutto questo perché i miei junior devono essere controllati ad occhio dai cornutazzi dell'azienda, devono pagare i cicchetti e il cibo vicino all'ufficio, devono pagare la benzina che altrimenti chi la compra più?, devono usare i mezzi pubblici che altrimenti come facciamo a pagare il trasporto pubblico se non con gli abbonamenti costosi dei treni?, devono pagare la macchina che altrimenti chi le compra più le macchine pagate coi soldi del lavoro e che servono per andare al lavoro?

Adesso però mi tocca lavorare dieci ore in più a settimana per fare quello che mi facevano da casa i miei junior. Grazie, Italia. Non ti smentisci mai.

Posted May 12, 2026, 8:21 AM UTC

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