da un istituto professionale a ingegneria, è possibile?
ciao a tutti, è da tempo che mi sto chiedendo come posso fare ad entrare (e uscire laureato possibilmente) ad ingegneria.
io, in ogni caso, prima di passare al professionale dei servizi commerciali feci 3 anni di ITIS (informatica) e mi hanno dato basi ottime in matematica (avevamo introdotto i numeri complessi a giugno), chimica e fisica. purtroppo ho dovuto cambiare perché non ce la facevo più con i consigli di classe che si accanivano nei miei confronti, non mi aiutavano quando chiedevo aiuto disperatamente e soprattutto mi dicevano che ero io “l’errore” nonostante ci provassi e riprovassi.
mi bocciarono veramente in maniera ingiustificata, tanto che sono iniziato a stare malissimo mentalmente perché era, tra l’altro, già la seconda volta che mi bocciavano.
ammetto comunque di essere stato una capra nelle materie di indirizzo perché diciamo che informatica, sistemi e tecnologie andavano imparate un po’ a memoria. ahimè agli insegnanti non piacevano logiche differenti dalle loro, tanto che arrivavano a penalizzarmi pure nonostante l’esercizio fosse giusto.
sono arrivato ad un certo punto in cui pensavo di mollare tutto, però avrei chiuso una volta e per tutte il sogno che inseguivo.
allora giusto per avere il titolo del diploma mi sono iscritto al professionale e ora studio matematica, chimica e fisica per i fatti miei. tuttavia rimango sempre in ansia - costante - e talvolta non riesco a dormire la notte perché ho la sensazione che qualcosa mi stia sfuggendo dalla vita, malgrado io ci stia provando con tutte le mie forze a tenere duro e andare avanti.
per spiegarvi meglio la mia situazione disperata (perché lo è), sono arrivato a cercare su internet se mai qualcuno si fosse ritrovato in una situazione accademica come la mia; e pertanto non trovo nessuno che ha avuto una situazione del genere nei forum su internet. ma dico io… non potrò mica essere da solo su 60 milioni di abitanti in italia che ambisce o ci è riuscito concretamente in questa impresa. la questione è la seguente giunti a questo punto, mi sento “solo” in questa missione. vengo lasciato in un angolino come i cani, vengo preso in giro dalla mia professoressa di economia aziendale. leggo i dati almalaurea e non ci sta un cristiano che viene dai professionali che si laurea in qualcosa (NEMMENO GESTIONALE per darvi un’idea). a tal punto sorge una domanda: e se invece dopo il professionale gli alunni non vanno quasi mai all’università perché non gli interessa o perché vogliono andare a lavorare? si spiegherebbe i dati bassissimi di almalaurea.
- tornando al discorso di prima -
infatti non nascondo che io abbia fallito e probabilmente fallirò ancora, è core integrato nella mia vita il fallimento. rimane il fatto che ho un’enorme delusione/rabbia interna e la sto usando come “carburante” (se la possiamo definire così? passatemi il termine) per andare avanti.
inoltre fa anche male sentirsi dire spesso “ma dove vuoi andare” quando non sanno il mio passato e le cose come stavano, e che sto lottando come non ci fosse un domani pur di non lasciarmi più scappare questo obiettivo. ci terrei a sottolineare che non voglio provare nulla a nessuno, assolutamente, però devo provarlo a me stesso che sono in grado di fare tutto anche quando sembra che ho il mondo contro.
dunque, per concludere, se avete consigli/critiche costruttive da darmi sarò fiero e lieto di ascoltare e comprendere.
spero di non essermi dilungato troppo, chiedo scusa nel caso fosse così.
Posted Jun 13, 2026, 11:34 PM UTC