Quando la narrativa della "crescita" si scontra con la realtà in soli 30 secondi
Vi scrivo perché all'ultima adunanza ho assistito a una scena talmente surreale e comica che dovevo assolutamente condividerla con voi.
Momento degli annunci. Il coordinatore sale sul podio e, con il classico tono trionfante e la faccia fiera delle grandi occasioni, dà il benvenuto a un nuovo fratello appena battezzato (vecchio di età tra l'altro). Parte l'applauso caloroso della sala, sorrisi, cenni di approvazione... insomma, la solita narrativa del "popolo di Geova che cresce e fiorisce".
Nemmeno il tempo di far finire l'eco degli applausi che lo stesso anziano riprende il microfono. Cambia istantaneamente espressione, assume il tipico tono piatto da funerale e, senza scomporsi, sgancia la tripletta: annuncia la disassociazione (o rimozione) di ben TRE persone. Una dietro l'altra.
Nel giro di trenta secondi netti l'atmosfera in sala è passata da "festa di benvenuto" a " veglia di funerale". Il gelo totale.
La cosa che fa più ridere (per non piangere) è il contrasto tra i discorsi in cui continuano a pompare l'idea che l'organizzazione stia crescendo a vista d'occhio in tutto il mondo, e la realtà locale che ti sbatte in faccia un saldo negativo memorabile in una sera sola (Senza contare tutti gli altri che sono stati rimossi negli anni prima)
È successo qualcosa di simile anche nelle vostre congregazioni ultimamente? Come hanno reagito le persone intorno a voi a questa doccia fredda?
Posted Jun 27, 2026, 10:33 AM UTC