Cambiare strada?

Domanda Generica

Ciao a tutti!
Allora io quest’anno compio 26 anni, e sono in possesso di una laurea triennale in traduzione e interpretariato equipollente alla laurea L-12 (Mediazione Linguistica) e una laurea magistrale in Interpretariato e Traduzione Specialistica LM-94.

Ho sempre amato le lingue, perciò una volta finito il liceo linguistico sono andata dritta per questa strada, puntando anche al mestiere di insegnante.

Il mio percorso di laurea offriva sbocchi appunto nell’ambito dell’interpretariato e della traduzione, ma anche nell’adattamento audiovisivo, nel sottotitolaggio, e nella localizzazione dei videogiochi.

Questi sono tutti campi in cui mi piacerebbe lavorare, ma ho scoperto col tempo che è molto difficile entrarci. Nella maggior parte dei casi devi aprirti la partita IVA, ma ancor prima di questo, bisogna trovare incarichi, e io di incarichi ancora non ne ho trovati. È davvero un mondo così chiuso?

Per questo motivo ho riconsiderato l’insegnamento, il fatto è che poco prima che mi laureassi in triennale e dopo aver iniziato già la magistrale, ho avuto l’opportunità di fare un’esperienza di supplente di lingua inglese alle scuole elementari e medie, e non mi è piaciuta molto.

Ho sempre creduto che sarei stata un’insegnante diversa da quelli che ho avuto io, ho una personalità molto calma e pacata ed era così che mi immaginavo in una classe. Ma per me quell’esperienza è stata un po’ un incubo, perché mi sono ritrovata catapultata in classi piene di bambini/ragazzini maleducati e scalmanati, ed è stato difficilissimo non farmi mettere (troppo) i piedi in testa. I primi giorni sono tornata a casa piangendo.

Insomma, mi sono resa conto che forse non fa molto per me. È anche molto stancante fisicamente, dover urlare per farti sentire, richiamarli in continuazione, interruzioni ogni due per tre. Non so se sono in grado di gestire una classe.

I miei però insistono un po’ su questa professione, perché è ben retribuita (per quanto possibile siccome siamo in Italia) e lascia anche parecchio tempo libero.
Nonostante sia tutto vero, l’idea di lavorare in una scuola mi mette tristezza. Sono sicura che possa essere un lavoro bellissimo, ma semplicemente sento che non fa per me.

Poi mi hanno detto che magari non mi era piaciuto perché stavo ancora studiando, era un periodo di supplenza e quindi diverso dall’avere classi proprie, e che magari avrei solo dovuto riprovare.

Per questo ho recentemente fatto domanda a un bando per l’abilitazione (per insegnare però in scuole di primo e secondo grado), un po’ spinta dai miei e un po’ da un’amica la quale vuole anche lei intraprendere questo percorso. Passato qualche giorno me ne sono un po’ pentita.

Un po’ di tempo fa mi sono inoltre resa conto del fatto che forse potrei provare qualcos’altro. Il mio ragazzo ad esempio fa la magistrale in ingegneria gestionale, e ho perfino considerato l’idea di rimettermi a studiare e provare con la triennale in ingegneria gestionale.

Ho paura possa essere un azzardo, un salto nel vuoto, ma in questi giorni mi sento davvero persa. Mi guardo attorno e vedo persone che hanno studiato nel mio stesso ambito e vedo solo desolazione. Compagni di università che lavorano in ambiti che con la nostra facoltà non ci azzeccano nulla. Cosa dovrei fare?

È impossibile? Qualcuno ha avuto esperienze simili?

Posted Jun 29, 2026, 11:25 PM UTC

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