La situazione sta peggiorando in fretta

Ho 24 anni M , sono tutt'ora in terapia con una psicologa ma non ho ancora parlato di questo problema perchè sta avendo un enorme picco negli ultimi mesi.

Salve a tutti, vi sto scrivendo questo mentre sto in call di discord (diciamo una specie di skype per gamers per chi non lo sapesse) a guardare delle live di amici miei del sud che giocano a Palworld.

Io mi reputo una persona gentile, affidabile e anche molto empatica... mi sento spesso dire che persone originali come me non se ne trovano e vabbeh altri complimenti di quel tipo. Cerco sempre di trovare il bello nelle persone e raramente mi capita di litigare per davvero con qualcuno, approvo qualsiasi tipo di idea/dialogo/tutto quanto a patto che io stia parlando con una persona che non mi imponga niente. Spesso quando vedo dei bisognosi li aiuto anche fino a rimetterci e quando un mio amico ha un problema raramente (salvo davvero casi eccezionali) io non lo aiuto.

Insomma, vengo spesso definito come uno sticco di santo... ed effettivamente anch'io mi reputo così, almeno dal vivo/con i miei amici o anche solo gente che io non conosco per fare amicizia.

Eppure, questa cosa non succede con i miei parenti, e la cosa sta peggiorando TANTISSIMO negli ultimi 2 anni, specialmente negli ultimi mesi. Ho abbastanza chiara la mia infanzia, che era sempre costituita da videogiochi, videogiochi e ancora videogiochi. I miei genitori, sono sempre state delle persone IPER protettive, fino a quando io non diventai maggiorenne, non sono mai stato da solo. Loro uscivano di casa e sarei rimasto da solo? Mi portavano da mia nonna per farmi tenere d'occhio, c'è stato un attimo un imprevisto e uno si trova a lavorare e l'altro deve improvvisamente uscire? Andiamo subito da nonna, nonna, nonna e blablabla.

Oltre che ad essere sempre stati ierprotettivi in questo modo, io raramente uscivo di casa, ricordo perfettamente quando un mio compagno di scuola organizzò una festa il giorno stesso (stiamo parlando delle elementari) e io chiesi se potessi unirmi a loro, ricevendo come frase "se vai poi non torni più a casa" o qualcosa di simile. Non ricordo bene come andò, ma ricordo che andai alla festa impaurito dell'abbandono e al ritorno a casa infatti mi misero in punizione.

Le punizioni erano semplici, niente "X cosa tolta per 3 mesi!!!" o qualcosa di strano, era semplicemente "via l'xbox per 3 giorni" o roba così. Le cose gravi invece (almeno, a mio avviso) erano le continue minacce di abbandono o di collegio che io ricevevo a ogni mio errore, ricordo perfettamente quanto mi batteva il cuore solo a vedere la professoressa consegnare le verifiche e ci sono state volte in cui ho pianto inconsapevolmente. Quando io sbagliavo, ricevevo continue minacce di abbandono e di collegio e persino una volta ottenni un "mi pento di averti fatto" da mia madre, viceversa io sentì solo una volta la parola "sei il mio orgoglio", ovvero quando presi il diploma, ma vabbeh.

Sta di fatto che questo tipo di minacce, io le sentivo già da un'età molto giovane, perchè ricordo una vicenda: era l'ennesima minaccia di abbandono, e mia madre notò che io non avevo alcun tipo di reazione, iniziò ad elencarmi i parenti, ancora nessuna reazione da parte mia. Poi però iniziò a nominare gli animali domestici, e lì io iniziai a piangere come una fontana, chiedendole di non abbandonarmi. Ebbene, la mia psicologa (poi non so se è vero) mi disse una volta che, se i bambini sono molto attaccati agli animali domestici, è perchè hanno avuto carenze e mancanze di affetto dai genitori. E in effetti, io non riesco a ricordare una singola cosa affettiva da parte dei miei genitori, eccetto nei regali per il mio compleanno e a fine anno scolastico. Ma di affetto? Boh, io davvero non ricordo nulla, rifarmi il letto? Portarmi tutti i giorni a scuola? Anche perchè quel genio di mio padre ha deciso un posto in mezzo alla campagna in cui farci vivere dove un bus non passa manco a pagarlo? Sono quelle le piccole cose che contano? Perchè su di me non fanno effetto.

Ci sarebbero altre storie da raccontare ma faccio un fast forward enorme: i miei si sono lasciati, e io fui catapultato in mezzo alle liti (ovviamente). All'età di venti anni, ero completamente distrutto, queste furono un paio di fras che sentì dai miei parenti (non sto a precisare quale, bastano le frasi):

"Tu sei in mezzo a due fuochi, ma stai tranquillo che se voglio ti brucio io di più"

"Visto che stai con lei appena torniamo a casa mi riprendo Nuvola (il mio gatto) con la forza che tanto è a nome di mia mamma"

"Se becco tuo padre per strada che cammina o in una macchina e io guido il camion lo metto sotto, se tu sei con lui o sei passeggero tanto peggio per te"

"Guai a te se provi di nuovo ad andare da nonna, dimenticati quella casa e dimenticati di noi"

E vabbeh tante altre... Ora.... La situazione si è evoluta in questo modo: mio padre è andato con una rumena, mia madre si è trovata qualcuno di Roma (noi siamo in Emilia Romagna) e io ho preso pieno possesso della casa dove ho abitato da quando sono nato e ne sono diventato proprietario (per evitare una lunga lite di avvocati in cui anche qui sono stato messo in mezzo dai litigi dei miei gentori, perdendo tanti, tanti e TANTI soldi) e al momento vivo con mia madre, mentre mio padre non lo vedo da ormai 3 anni e mezzo e non lo sento neanche tramite messaggio da due anni minimo. Ma io non sono contento di abitare con mia madre, perchè in realtà non voglio, il motivo per cui ci convivo è semplice: 1 perchè mi conviene (lo so, è brutto da dire, ma è proprio per questo che sto scrivendo questo messaggio, per capire se sono io sbagliato ad avere questi pensieri, oppure se con tutte le cose da me "subite", è normale non provare affetto) e 2 perchè io agli inizi dei litigi, dissi sempre che a me non importa chi ha ragione e non mi interessa stare dalla parte di nessuno, a me importava solamente continaure a vivere nella casa in cui vivo ora perchè (vabbeh, sarà un motivo visto stupido da voi) là fuori nel giardino, c'è il mio povero gatto morto che mi ha accompagnato fino a vent'anni (solo a scrivere questo, nonosante siano passati 4 anni, sento che potrei piangere ora). E siccome la casa era di mia madre (pechè mio padre era pieno di debiti), inutile dire che mio padre se ne andò (non immaginate quanti urli di insulti io sentivo la notte e non riuscivo a dormire).

Ed ora ragazzi, arriviamo ad oggi. Come ho detto: sticco di santo ecc. ecc. dai miei amici.

Ma verso i miei parenti? No, li odio, e non riesco a fare a meno di trattarli, al massimo con sufficenza, e raramente ridiamo insieme. Penso di odiarli, dal primo all'ultimo, e penso che, a qualsiasi funerale, io non piangerei, o tantomeno avrei la voglia di andarci per non perdere tempo, preferirei davvero farmi una bella partita su League Of Legends invece di perdere tempo in un funerale che non mi importerebbe. Nei funerali precedenti mi sforzavo a piangere perchè mi sembrava da stronzo non farlo, ma per esempio, l'ultimo funerale che fu di mio nonno (col quale non ho avuto mai dei bei rapporti) non ho sentito la necessità di far nulla, se non almeno non tirare fuori il cellulare per scorrere i reel su instagram, ma solo per rispetto. Ma ora davvero il mio corpo agisce come se fosse su una modalità giga-difensiva nei loro confronti. Sono socievole e gentile con tutti, ma con i miei parenti no, specialmente con mia madre (perchè è quella con cui convivo ahimè). Per esempio: a tavola sto sempre al cellulare perchè anche solo guardarli mi fa schifo; chi ha bisogno di aiuto, se c'è anche una minima possibilità che qualcun altro ci sia, passo il testimone; qualcuno mi chiede una cosa anche semplice, sbuff e rispondo in fretta cercando di troncare qualsiasi possibilità di un continuo del dialogo; ecc.

Ma il caso peggiore è mia madre, la situazione sta davvero precipitando con lei, e non so quanto resisterò, ci sono delle volte in cui ormai tiro dei pugni silenziosi ai muri, facendomi un male cane. Prima ho detto che ha trovato uno a Roma, vero? Beh, quando si fa le sue vacanze e sto a casa da solo, sono la persona più felice del mondo, mi manda un messaggio con anche solo scritto: "Tutto ok", "Sono a Bologna", "Parto per Roma" ecc.? Vorrei prendere il cellulare e frantumarlo in mille pezzi e ci sono andato spesso molto vicino a scriverle "rimanici a Roma" o altre cose simili. Ma perchè sono così? Non ne vado fiero ma... Non lo so, non la voglio vicino, nè lei, nè nessuno dei miei parenti. E il lato peggiore si sta rivelando da due settimane. Un mio caro amico è diventato socio di mio padre (fanno fuochi d'artificio) e ovviamente a mia madre non sta bene e mi dice di non permettergli di farlo entrare in casa mia mai più. C-A-S-A M-I-A. E ora che siamo ad Agosto e finalmente ho un pò di ferie dal lavoro, ci siamo organizzati per varie uscite e Sabato andrò in una discoteca con lui e altri amici, mia madre che ovviamente vuole sapere tutto gliel'ho detto e adesso si trova a Roma, la sua risposta è: "Sabato ci sono loro a fare i fuochi, buon divertimento!!" (cioè, c'è uno che lavora per mio padre che fà i fuochi lì) e da quel messaggio, non mi ha più scritto buongiorno/buonanotte o come sta a Roma (non che me ne frega qualcosa sia chiaro anzi ahahahha) e questo al 99,99% significa che è arrabbiata che io andrò in un posto in cui voglio andare a Ferragosto. Se è così, e avrà il coraggio di presentarsi a me con una faccia giudicante e arrabbiata pretendendo un confronto, ho paura di dargli un confronto molto più grande di quanto lei si aspetta, e ho paura che prima o poi, io non riuscirò più a controllarmi.

E niente, chiedevo consigli, chiedevo se sono pazzo io oppure no, e ci tengo a precisare che non vado fiero dei miei comportamenti, e sono qui infatti per chiedervi aiuto, anche perchè questo mio comportamento si estende a chiunque sia amico dei miei parenti, li vedo tutti disgustosi pezzi di merda, anche se non li conosco.

Scusate del messaggio lungo, e grazie a chiunque lo leggerà e a chiunque vorrà dire la propria, accetto tutto

Grazie ancora

Posted Aug 13, 2026, 4:09 PM UTC

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